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Un consigliere comunale di minoranza, con istanza avventata e pretestuosa ad avviso dello scrivente, ha chiesto al Comando di conoscere nel dettaglio cosa riprendono (vedono) tutte le telecamere della videosorveglianza comunale installate nell’intero territorio, domandando, in specie, di apprendere che area raggiunge il raggio di osservazione quindi fino a che numeri civici riprendono e cosa riprendono. Pretende che alla sua interpellanza a risposta scritta segua lettura in sede di consiglio comunale (quindi divulgazione a chicchessia compreso malintenzionati).
Un annotazione a riguardo: prima di quest’ultima interpellanza, il Comando aveva già dato risposta ad analoga istanza presentata dallo stesso consigliere dicendogli che il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza in sede di approvazione ne aveva valutato l’utilità e l’efficienza in termini di ausilio alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica, oltre che a quelli di sicurezza urbana, e che anche in materia di comunicazione l’Ente aveva osservato l’obbligo di informazione al cittadino che transita nelle aree videosorvegliate installando, nelle immediate vicinanze delle telecamere o a contatto con gli impianti, gli appositi cartelli chiaramente visibili e comprensibili indicanti area videosorvegliata.
Il complesso delle telecamere comporterebbe un lavoro immane ed intralciante la quotidiana attività.
E’ opportuno che si chieda al Garante cosa fare?
Non so a cosa possa servirgli (sempre che ne abbia diritto)!
Grazie.
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