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Un pubblico esercizio di somministrazione è in possesso di autorizzazione (in zona vincolata) dal 2018. Il locale di svolgimento dell'attività è stato utilizzzato in passato, negli ultimi vent'anni circa, anche per attività di somministrazione sia P.E. che Circoli. A seguito dell'ultima autorizzazione rilasciata è satto avviato un procedimento di verifica presso l'Ufficio Urbanistico, su segnalazione di privati, circa il possesso dei requisiti urbanistici del fondo che erano stati attestati da una certificazione del Responsabile dell'Area Tecnica di allora. Tale verifica ha portato all'emissione di determina di rimessa in priostino in quanto si è accertato che il fondo utilizzato per lo svolgimento dell'attività non era in possesso dei requisiti urbanistici necessari in quanto erano state effettuate modifiche senza i necessari titoli edilizi ma soprattutto è mancante la corretta destinazione d'uso commerciale (trattasi di cantina). In conseguenza di ciò quale deve essere il provvedimento che l'ufficio Attività produttive deve adottare, considerato che l'autorizzazione è stata rilasciata in forza di una certificazione rilasciata dall'Ufficio Tecnico che ritenevamo corretta (ed anche ovviamente l'esercente). E' pendente da parte dei proprietari del fondo ricorso al Tar. Qualora dovessimo intervenire, è corretto far precedere il provvedimento da una comunicazione di avvio di procedimento? E il provvedimento deve essere di revoca o di annullamento?
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