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I fatti:
nel giorno che precedeva l'elezione, ignoti avevano appeso ai due pennoni presenti in piazza un lenzuolo bianco su cui, mediante vernice spray nera, era stato scritto "26/05/2019 Vota omissis". Si è convinti che costituiscono affissioni di "propaganda" i manifesti, gli avvisi e le fotografie di qualunque materia costituiti che siano intesi, direttamente e indirettamente, ad influire sulla scelta degli elettori in occasione di consultazione popolare. Posto ciò, si chiede di sgomberare il campo da ogni equivoco ovverosia se per tale condotta si debba procedere penalmente (vedasi Cass., sez. III penale, 17/02/2017 n. 7680) oppure così come tra l'altro indicato dall'Anci nel Vademecum (marzo 2019) si debba procedere ai sensi dell'art. 15, comma 17, L. 515/1993 in relazione all'art. 8, comma 3, L. 212/1956 con sanzione amministrativa in quanto l'affissione in luoghi diversi da quello consentiti risulta essere stata depenalizzata dal citato articolo 15.
Si chiede in definitiva se la condotta di ignoti sopra indicata abbia configurato il reato di cui all'art. 8, comma 3, legge 212/1956 che prevede la pena della reclusione oppure abbia configurato la semplice sanzione amministrativa pecuniaria da € 103,00 a € 1.032,00.
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