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Lo scorso anno sono intervenuti in ore notturne i tecnici dell’ARPA per verificare il possibile superamento dei valori limite di emissione prodotti dalla musica diffusa all’interno di un locale (si tratta di un pubblico esercizio che nelle ore serali e fino alle due di notte nel fine settimana ha musica diffusa anche tramite un dj che utilizza un dj set), che soprattutto d’estate è udibile all’esterno. I tecnici hanno riscontrato il continuo superamento dei limiti previsti nel piano di zonizzazione per la zona del centro storico dove è presente il locale.
L’ARPA ha irrogato la sanzione amministrativa prevista dall’Art. 10/2 L. 447/95, considerando come obbligato in solido la società in nome collettivo titolare del locale, composta da tre soci e come trasgressori i tre soci, chiedendo il pagamento ad ogni socio della somma (considerando sulla base del concorso di persone tre violazioni amministrative). Due di questi soci lavorano nel locale, ma uno è estraneo all’attività, avendo apportato il capitale e la titolarità del manufatto ove ha sede il locale, ma non lavorandovi all’interno.
I soci come trasgressori non hanno pagato le tre violazioni loro irrogate, ma è intervenuta la società come obbligato in solido che ha pagato una sola violazione.
L’ARPA a questo punto ha chiesto l’emissione delle ordinanze ingiunzioni per le altre due violazioni non pagate in misura ridotta nei termini.
Secondo il vostro parere è stato corretto elevare un verbale di violazione per ogni socio ritenendolo responsabile in concorso?
Sulla base del principio di solidarietà il pagamento di un verbale non ha estinto l’obbligazione?
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