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Oggetto: Incarico al Sindaco per l’esecuzione di intervento coattivo finalizzato all’eliminazione di abusive opere di ristrutturazione edilizia ex art.3, comma 1 lettera d), del D.P.R. 380/2001, interne ed esterne ad unità abitativa sita in fabbricato condominiale, da eseguirsi a seguito di verificata inottemperanza a provvedimento di ingiunzione a demolire emesso dal P.M. (Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna- Ufficio Esecuzioni Penali) a seguito di condanna, con demolizione delle opere, a mezzo Decreto Penale emesso dal G.I.P. del Tribunale di xxx e divenuto esecutivo. Quesito.
Quali sono le implicazioni per la Polizia Municipale connesse all’adempimento del summenzionato “incarico”, di fatto in capo al Dirigente del Servizio Tecnico Comunale ex art.27 D.P.R.380/2001? Trattandosi di unità abitativa, e quindi di privata dimora, ove la parte, invitata formalmente in luogo e ora prefissata per l’esecuzione dell’intervento coattivo, non si presentasse o non prestasse collaborazione all’espletamento dell’intervento non consentendo il libero accesso ai locali o opponendo obiezioni, l’”incarico” in oggetto costituisce titolo per entrare con effrazione o è necessario interrompere l’intervento interpellando in merito la Procura di Riferimento (richiesta esplicito mandato?)?
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