Attenzione, devi essere loggato ed avere credito residuo per poter inserire un nuovo quesito!
A seguito di ricezione di S.C.I.A. da parte di una Società a Nome Collettivo per una nuova apertura di esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande (ristorante), si è accertato che uno dei tre soci della suddetta società risulterebbe privo dei requisiti morali, in quanto è al momento agli arresti domiciliari (presso lo stesso immobile in cui si svolge l’attività) a seguito di ordinanza del Tribunale per sentenza irrevocabile.
Considerata la situazione, e visto che non sono trascorsi i 60 giorni previsti dal comma 3 dell’art. 19 della Legge n. 241/1990, quali provvedimenti è tenuto ad adottare il Comune per l’esercizio dell’attività in oggetto? (provvedimento di sospensione attività per il solo socio privo di requisiti morali? Divieto di prosecuzione dell’attività?)
Gentile utente,
per leggere la risposta al quesito è necessario effettuare il login.
Clicca sul pulsante “accedi / registrati” in alto a destra della pagina o (se sei già registrato) riempi il
form qui riportato, una volta loggato verrai riportato direttamente a questa pagina.
Grazie,
il team di PoliziaMunicipale.it