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Un dipendente comunale ha subito l'avvio di un procedimento disciplinare palesemente viziato, ossia con contestazione generica degli addebiti, una istruttoria carente di motivazione e una mancata pubblicizzazione del codice disciplinare nei modi e forme previste dalla normativa vigente. Il procedimento ha comportato per il dipendente,non iscritto ad alcuna associazione sindacale di categoria (tra l'altro spesso non adeguate e preparate in merito) l'inevitabile ricorso all'incarico di un legale di parte, al fine della predisposizione delle memorie difensive e per l'assistenza nella convocazione innanzi al dirigente responsabile delle irrogazione delle sanzioni disciplinari. Il procedimento si è concluso chiaramente con una archiviazione, non sussistendo presupposti di fatto per l'irrogazione di alcuna sanzione e difatti nello stesso provvedimento finale si ammette che non fosse ravvisabile alcuna condotta del dipendente non conforme ai principi di correttezza, disponendone l'archiviazione. Tutto bene se non fosse che l'arbitrario avvio di un tale procedimento, che sembra essere stato disposto non per reindirizzare il dipendente verso una condotta conforme agli obblighi e doveri dei dipendenti pubblici, ma per motivazioni che vanno oltre tali principi, ha comportato per il dipendente un costo economico e altre implicazioni e conseguenze personali e morali. Quali azioni posso intraprendersi in proposito? Si ringrazia.
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