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Il comando presso cui opero ha adottato dei preavvisi di accertamento di violazione che indicano la somma da pagare per la fattispecie violata entro sette giorni dalla data della rilevazione. Dopo questo temine viene inviato per la notifica il verbale di accertamento, con le spese postali è amministrative. Se l'utente paga dopo il settimo giorno con il bollettino allegato al preavviso ed entro 60 giorni dal ricevimento del verbale, la somma indicata nel preavviso, otterrà lo sgravio della sanzione e dovrà pagare solo le spese di postali e amministrative. La responsabile dell'ufficio sanzioni, nel caso i cui l'utente paghi la somma rimanente (le spese postali e amministrative) oltre i sessanta giorni, considerando la somma della sanzione e delle spese, unica, ritiene che la parte già pagata, sia un anticipo della somma dovuta e considerato il raddoppio del minimo edittale (per il pagamento dopo i sessanta giorni), chiede il pagamento della somma così ottenuta: somma della sanzione raddoppiata, meno la parte già pagata, più le spese postali e amministrative non pagate entro i sessanta giorni, (per fare un esempio: divieto di sosta ex art. 7 C.d.S. 39 euro + spese postali e amministrative 15 euro. Se l'utente paga dopo sette giorni ed entro i sessanta giorni dalla notifica del verbale, avrà lo sgravio dei 39 euro e dovrà pagare solo i 15 euro. Se paga dopo i sessanta giorni, considerato che la sanzione raddoppia 39 + 39+ 15 = 93, avrà lo sgravio di 39 euro e dovrà ancora pagare la somma di 54 euro). L'ufficio amministrativo, agisce correttamente?
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