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Assodato che la giurisprudenza si è quasi sempre pronunciata ammettendo la conoscibilità sia dell'esposto sia dell'atto susseguente all'esposto, si vuole, tuttavia, formulare il presente questito. Da diversi anni, dal 2004 ad oggi, due vicini di casa continuano a denunciarsi per questioni legate a presunti abusi edilizi, sversamenti di liquami, irregolarità igienico-sanitarie (in una proprietà viene svolta l'attività di agriturismo mentre nell'altra quella dell'allevamento di bovini). Quelli dell'agriturismo, papà e figlio, hanno presentato diversi esposti a firma singola (qui è da precisare che gli immobili adibiti a civile abitazione sono di proprietà del papà mentre l'agriturismo ed il relativo immobile è di proprietà del figlio). Il figlio ha chiesto di accedere a tutti gli esposti presentati sia da lui sia dal papà. A seguito di ciò, il Comando ha attivato le procedure informando il controinteressato, il quale, si è opposto all'istanza di accesso adducendo testuali parole: "i beni immobili appartenenti al sig…… (cioè facendo riferimento al figlio) non sono confinanti con i beni di cui lo stesso richiede copia dei verbale"; "il richiedente non risulta essere proprietario di tali immobili"; "non è neppure parte lesa, in quanto non vi è in essere alcun contenzioso nei confronti dello stesso". Domanda: la questione che il richiedente (purchè esponente di diverse segnalazioni finite con risvolti penali) non sia proprietario di immobili confinanti con controparte è rilevante? E' il caso di decidere solo sugli esposti presentati da lui, negando quindi l'accesso a quelli presentati da suo padre?
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