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L'Amministrazione intende andare incontro alle esigenze di un ragazzo diciotenne orfano e da poco adottato. Il ragazzo, infatti, vorrebbe gestire un chiosco di somministrazione di alimenti e bevande. A tal fine, il padre adottivo ha manifestato l'intenzione di mettere a disposizione dell'Amministrazione una parte del suo terreno a confine con la strada comunale nella forma o del comodato d'uso gratuito per 20 anni o della concessione del diritto di superficie. Su questo terreno, a destinazione urbanistica agricola, il ragazzo stazionerebbe con un furgone attrezzato per la somministrazione di alimenti e bevande per 90 giorni. L'ufficio tecnico ha indicato i 90 giorni, in quanto è il termine che il dpr n° 380/2001 prevede per le opere precarie. Intanto, il comune istituirebbe il posto fisso su quella zona per la somministrazione di alimenti e bevande con delibera di consiglio comunale. Poi, metterebbe a bando quel posto. I dubbi operativi sono tanti:
è possibile mettere a bando un posto per la somministrazione di alimenti e bevande su un terreno in comodato o concesso in diritto di superficie?
Questo posto è compatibile con la destinazione agricola del terreno?
E' possibile impostare un bando che dia priorità al solo ordine cronologico di presentazione delle domande, inserendo a parità di presentazione la giovane età come preferenza?
Quali sono i requisiti e gli adempimenti a carico del giovane per poter diventare coltivatore diretto? Nel caso diventasse coltivatore diretto potrebbe vendere anche bibite e panini?
Si chiede un parere complessivo sulla vicenda.
Si chiede di non pubblicare il quesito
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