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Buongiorno,
scrivo dal Veneto e vorrei sottoporvi il seguente quesito.
Si dovrebbe procedere alla redazione di una c.n.r. per il reato di cui all'art. 76 D.P.R.445/2000 a carico di un commerciante che ha dichiarato il falso in una SCIA (datata febbraio 2014) per l'esercizio dell'attività di commercio al dettaglio di vicinato di prodotti alimentari: nella fattispecie costei dichiara, tramite un procuratore X, di possedere il certificato di agibilità dei locali di commercio al dettaglio ma quest'ultimo atto è riferito a quello in possesso del proprietario dello stabile (stante che lui è in affitto) in quanto il dichiarante, avendo apportato modifiche strutturali allo stabile per le quali aveva presentato una Segnalazione Certificata di Inizio Attività avente ad oggetto "Costruzione di pareti interne per la realizzazione di spazi interni da adibire a gastronomia" in data dicembre 2013, non ha mai ottenuto il vero certificato di agibilità in quanto non è mai stato rilasciato causa carenze di documentazione e altri motivi edilizi. A seguito segnalazione dei forti odori nonché rumori da parte dei condomini pervenute a metà maggio circa alla P.L. (da precisare che l'attività in essere si svolge al piano terra di un condominio il cui regolamento vieta, tra l'altro, ogni tipo di attività commerciale e artigianale rumorosa e molesta), si è quindi proceduto ad accertare quanto sin qui descritto cosicché il responsabile SUAP a giugno c.a. ha emesso due provvedimenti a carico del dichiarante: una comunicazione di avvio procedimento di diniego in autotutela dell'efficacia della SCIA (art. 8-10-bis L.241/90) e un'ordinanza di annullamento degli effetti prodotti sempre dalla medesima SCIA, notificata verso fine giugno all'interessato. Alla data attuale risulta che il dichiarante ha chiuso l'attività non solo fisicamente con l'apposizione di cartelli ma anche con vero e proprio atto di cessazione ancora in data 31.05.14 alla competente C.C.I.A.A. e sembra, a detta di parenti e amici, che sia emigrato all'estero.
Alla luce di quanto sin qui esposto si chiede alla data odierna:
-si è ancora in tempo (da febbraio a settembre) per la c.n.r. alla Procura competente oppure con il fatto che lui ha chiuso "i battenti" e se n'è andato all'estero non è più possibile farlo? Vi erano dei termini da rispettare pena un'eventuale prescrizione?
-Se affermativa la c.n.r., come si fa ad eleggere domicilio e nomina defensionale del dichiarante se non abita più in Italia? Il procuratore deve essere indagato anche lui? Per quanto riguarda le fonti di prova circa il funzionamento dei locali all'epoca dei fatti: basta allegare le segnalazioni pervenute e protocollate dei condomini o dovremmo sentirli a ss.ii.tt.?
Si ringrazia sin d'ora delle vostre preziose risposte su come poter procedere. Saluti.
Buongiorno,
scrivo dal Veneto e vorrei sottoporvi il seguente quesito.
Si dovrebbe procedere alla redazione di una c.n.r. per il reato di cui all'art. 76 D.P.R.445/2000 a carico di un commerciante che ha dichiarato il falso in una SCIA (datata febbraio 2014) per l'esercizio dell'attività di commercio al dettaglio di vicinato di prodotti alimentari: nella fattispecie costei dichiara, tramite un procuratore X, di possedere il certificato di agibilità dei locali di commercio al dettaglio ma quest'ultimo atto è riferito a quello in possesso del proprietario dello stabile (stante che lui è in affitto) in quanto il dichiarante, avendo apportato modifiche strutturali allo stabile per le quali aveva presentato una Segnalazione Certificata di Inizio Attività avente ad oggetto "Costruzione di pareti interne per la realizzazione di spazi interni da adibire a gastronomia" in data dicembre 2013, non ha mai ottenuto il vero certificato di agibilità in quanto non è mai stato rilasciato causa carenze di documentazione e altri motivi edilizi. A seguito segnalazione dei forti odori nonché rumori da parte dei condomini pervenute a metà maggio circa alla P.L. (da precisare che l'attività in essere si svolge al piano terra di un condominio il cui regolamento vieta, tra l'altro, ogni tipo di attività commerciale e artigianale rumorosa e molesta), si è quindi proceduto ad accertare quanto sin qui descritto cosicché il responsabile SUAP a giugno c.a. ha emesso due provvedimenti a carico del dichiarante: una comunicazione di avvio procedimento di diniego in autotutela dell'efficacia della SCIA (art. 8-10-bis L.241/90) e un'ordinanza di annullamento degli effetti prodotti sempre dalla medesima SCIA, notificata verso fine giugno all'interessato. Alla data attuale risulta che il dichiarante ha chiuso l'attività non solo fisicamente con l'apposizione di cartelli ma anche con vero e proprio atto di cessazione ancora in data 31.05.14 alla competente C.C.I.A.A. e sembra, a detta di parenti e amici, che sia emigrato all'estero.
Alla luce di quanto sin qui esposto si chiede alla data odierna:
-si è ancora in tempo (da febbraio a settembre) per la c.n.r. alla Procura competente oppure con il fatto che lui ha chiuso "i battenti" e se n'è andato all'estero non è più possibile farlo? Vi erano dei termini da rispettare pena un'eventuale prescrizione?
-Se affermativa la c.n.r., come si fa ad eleggere domicilio e nomina defensionale del dichiarante se non abita più in Italia? Il procuratore deve essere indagato anche lui? Per quanto riguarda le fonti di prova circa il funzionamento dei locali all'epoca dei fatti: basta allegare le segnalazioni pervenute e protocollate dei condomini o dovremmo sentirli a ss.ii.tt.?
Si ringrazia sin d'ora delle vostre preziose risposte su come poter procedere. Saluti.
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