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Ottobre 26, 2012
Controllo elettronico della velocità
Stato del quesito
VALIDATED

Buongiorno, sono il Responsabile della Polizia Municipale del Comune dove lavoro. Vorrei porVi dei quesiti in merito al controllo elettronico della velocità partendo dal mio modus operandi.
Premesso che effettuo tale servizio su una strada extra urbana principale a carreggiate separate da spartitraffico invalicabile in cui vige ex lege il limite di velocità di 110 kmh.
Il giorno in cui effettuiamo il servizio (un paio di giorni al mese) il vigile di turno incaricato, Tizio, provvede ad istallare la segnaletica di preavviso del controllo a 450 metri dal posto di rilevamento. Dopo di che si posiziona, istalla l'apparecchiatura, fa i controlli di corretto funzionamento che l'apparecchiatura richiede e fa partire il controllo. Rimane per tutto il tempo (circa 4 ore) nei pressi dell'apparecchiatura per controllarne il costante corretto funzionamento e quando ha finito smonta il tutto (cartelli di presegnalazione incluso) e torna in ufficio.
Giunto in Ufficio, mi consegna il supporto digitale dove sono state scaricate le foto dall'apparecchiatura, io le scarico nel mio pc e nei giorni successivi procedo alla redazione dei verbali di accertamento dopo aver verificato quali foto ci sono eventualmente da scartare (sorpassi, targhe illeggibili, veicoli in emergenza, doppie autovetture fotografate, ecc.).
Il verbale di accertamento risulta formato dal sottoscritto che ha esaminato le foto e fatto le visure al Pra e quindi firmato dal sottoscritto sia come responsabile del procedimento informatico che come accertatore, dando atto all'inizio del verbale che "a seguito della rilevazione effettuata dall'agente Tizio alle ore xxxx in data xxxx, nonché successive verifiche d'ufficio" ho accertato ecc…
Arriviamo al dunque. Mi viene presentato un ricorso in cui mi si contesta sostanzialmente che non posso essere io a redigere il verbale in quanto non presente sul luogo di accertamento ma il verbale deve farlo Tizio perché è lui l'accertatore (ma come fa senza numeri di targa.?????) o quanto meno Tizio deve redigere consegnarmi un atto da lui firmato in cui si da atto di aver istallato la segnaletica e di quante autovetture ha violato i limiti di velocità, verbale che io poi dovrei riportare fedelmente nel verbale che notifico.
Sostiene inoltre nel ricorso che io avrei commesso il reato di falsità ideologica (art. 478/479 c.p.) per quanto sopra detto e perché nel verbale do atto che era presente la segnaletica di preavvertimento senza essere io presente sul posto. Infine mi contesta che non vi è la distanza di un km tra il cartello che indica il limite di velocità e la postazione di accertamento. E' vero che siamo fuori dal centro abitato ma tale disposizione non vale solo per le postazioni non presidiate? E soprattutto non c'è la deroga per le strade in cui il limite è previsto ex se in quanto uniforme sull'intero tratto stradale (art. 142 primo comma cds)?
Cosa ne pensate? Il mio operato è corretto o presenta delle lacune come sostiene il ricorrente?
Grazie