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Si richiede un parere in merito alla seguente problematica. Nel Comando di P.L. vi lavora anche personale amministrativo, parte dei quali da circa due mesi espletano la loro prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile (smart working). Hanno già usufruito, volontariamente, delle ferie residue entro il 30 aprile durante il lock down, pur essendo chiarito nell’atto di autorizzazione a tale modalità lavorativa, che le ferie per tutti i dipendenti del Comando, amministrativi compresi, era prorogato al 30 giugno. Di recente, l’Ufficio del Personale di concerto con la Dirigenza del Comando di P.L., ha prorogato il lavoro agile in base all'art. 1, lett. gg), del DPCM 26 aprile 2020 . Nel contempo, ha imposto di usufruire d’ufficio delle ore di lavoro straordinario prestate nel 2019 e presenti in banca ore, motivando l’atto, senza citare norme specifiche, ma solo genericamente, in base alle leggi vigenti che prevederebbero la fruizione di ferie permessi ecc in via prioritaria. Uno dei dipendenti si è opposto, motivando cha la ratio degli strumenti messi a disposizione della P.A. sia trovare il modo per aver il minor numero di persone negli uffici, e che solo qualora non è possibile ricorrere al lavoro agile si ricorra alla fruizione obbligatoria di ferie permessi ecc fino alla rotazione, fino estrema possibilità che i dipendenti restino a casa senza fornire prestazione lavorativa ma pagati; come anche da interpretazione della PDCM – Ministero della P.A. n.2/2020. Il dipendente, ritiene che fornendo la prestazione lavorativa, già da mesi, senza essere in ufficio, quindi rispettando l’essenza delle norme in essere per l’emergenza, non debba essere obbligato ad usufruire di permessi che per lui sono importanti. Tuttavia, lo stesso ha considerato la possibilità che vi fossero motivazioni generali a lui non note, e come segno di collaborazione, chiedeva, ma solo come estrema possibilità, il pagamento di tali ore a recupero. Il dirigente ha reiterato l’ordine senza motivare ulteriormente. Il dipendente è intenzionato a tutelarsi ritenendosi danneggiato e discriminato, anche in virtù della massima disponibilità che lo ha sempre contraddistinto: Infatti, utilizza esclusivamente mezzi che l’Ente non poteva fornire, che ha in uso e non di proprietà, pur di non interrompere un servizio che altrimenti non verrebbe fornito, essendo ogni singolo amministrativo responsabile di attività diverse e distinte fra loro.
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