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Nell'organizzazione dei Servizi di alcuni Enti è previsto che l'emissione delle ordinanze per la regolamentazione, permanente, della disciplina della circolazione stradale siano in carico al Dirigente/Funzionario del Settore di Polizia Locale. Personalmente la cosa è ritenuta conflittuale, in quanto la P.L. è poi chiamata a verificare poi il provvedimento da essa stessa emesso, ma in ogni caso il procedimento prevede che venga emesso indirizzo operativo dalla Giunta Comunale per la modifica della circolazione stradale (essendo indirizzo operativo quindi esente da parere ex art. 49 TUEL) a chi deputato alla firma del provvedimento. Il quesito verte relativamente alla legittimità del provvedimento ordinativo in tema di conflitto di interessi (chi emette il provvedimento è lo stesso che controlla), se è altresì corretta la procedura dell'indirizzo operativo (parliamo di ordinanze permanenti non temporanee) ed infine come sia tenuto a comportarsi se tali indirizzi operativi, nel merito viabilistico, non siano condivisi da chi chiamato a firmare e se incredibilmente non coinvolto nelle scelte. Deve comunque emettere il provvedimento? Si rifiuta? Indica nel provvedimento le proprie osservazioni? Come agire?
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