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Buongiorno, il mio quesito è il seguente.
Le divergenze di interpretazione normativa interne ad un Comando di polizia municipale in ordine all'adozione di provvedimenti sanzionatori come si dirimono?
Per esplicitare il mio quesito formulo un esempio di scuola: personale operante effettua un controllo ed accerta un fatto. Dall'interpretazione del testo della norma che si assume violata, il personale non ravvisa la sussistenza di alcun illecito. Diversamente, il Comandante richiede che il personale operante rediga verbale di contestazione.
Chiedo:
in assenza di circolari o esplicite disposizioni interne
a) é corretto sostenere che in qualità di pubblico ufficiale e agente accertatore il personale operante goda del potere/dovere di autonoma valutazione in tal senso?
b) è corretto sostenere che il Comandante possa autonomamente redigere verbale di contestazione a suo nome (e firma) sulla base del verbale di accertamento operato dagli agenti?
c) può il Comandante impartire un ordine scritto che imponga agli agenti accertatori di contestare un illecito che gli stessi non ravvisano?
Ringrazio per la risposta e per le fonti normative che vorrete citare a sostegno della medesima.
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