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AL FINE DI SUPPORTARE LA SCRIVENTE NEI CONFRONTI DI UNA P.A. CHIEDIAMO:
Un amministrazione ha in essere un contratto che, stipulato nel 2009, prevede la locazione e servizi di outsourcing.
Il compenso originariamente stabilito prevede un importo per il comma 7 incassato ed un importo per il comma 8 e 9 incassato.
Posto che ormai è pacifico che tale modalità è in contrasto sia con la direttiva maroni, sia con la sentenza della cassazione e sia con le imminenti modifiche al cds.
La scrivente, in quanto aggiudicataria del servizio in seguito procedura di gara ad evidenza pubblica, ha proposto all'Amministrazione la variazione del contratto, prevedendo le seguenti modalità:
– canone mensile per la locazione (da collocare art. 208 cds.)
– costo fisso per ogni pratica gestita in outsourcing (da collocare art. 201 cds)
tale variazione, mediante valutazione e confronto con quella originaria, è anche economicamente più vantaggiosa per L'Ente.
LA MODIFICA DEL CONTRATTO A SIFFATTE CONDIZIONI E' AMMISSIBILE?
Oltremodo chiediamo, sempre per supportare l'interpretazione dei responsabili dell'Ente, quanto segue:
l'accertamento delle violazioni al CdS, di competenza degli organi di cui all'art. 12, si compie quando?
Il privato è legittimato a trattare dati sensibili dell'Ente Pubblico?
A che condizioni?
I quesiti esposti, chiaramente noti e scontati alla scrivente azienda, ripetiamo che vengono posti solo al fine di avere un supporto da un terzo soggetto, per meglio far interpretare le questioni alle P.A. nel caso non bastassero le nostre rappresentazioni.
In attesa di una risposta riepilogativa di tutto, distinti saluti.
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