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Nel centro abitato di una frazione del nostro Comune sono nate forti discussioni tra alcuni vicini. Il motivo della lite è causato dal continuo abbiare di due cani di proprietà di un cittadino residente. Alcuni mesi fa verso mezzanotte è intervenuta anche una pattuglia del radiomobile dei Carabinieri che ha contestato al proprietario degli animali il disturbo alla quiete pubblica informando del fatto la locale Autorità Giudiziaria. Nei giorni successivi siamo stati contattati da alcuni residenti della frazione i quali ci hanno richiesto di provare bonariamente a risolvere il problema. Preso atto di quanto disposto dall'art. 1 del TULPS abbiamo convocato presso il nostro ufficio sia il proprietario degli animali che i vicini. Dall'incontro è stato trovato un accordo che accontentava ambedue le parti. Purtroppo nei giorni successivi a causa di un banale fraintendimento c'è stata la definitiva rottura tra le parti, ciascuna delle quali ha incaricato un avvocato di fiducia per la tutela legale della vicenda. Successivamente c'è stato un altro intervento dei carabinieri che ha contestato nuovamente al proprietario dei cani il disturbo alla quiete pubblica. In fase di udienza il legale del proprietario dei cani ci ha citato come teste nel procedimento. E' stato giusto l'operato del nostro ufficio che ha provato a trovare una bonaria risoluzione al problema in ottemperanza a quanto disposto dall'art 1 tulps ?
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