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Aprile 3, 2014
Manutenzione del verde. Scarti vegetali
Stato del quesito
VALIDATED

Buongiorno,
volevo sottoporre alla vostra attenzione il seguente quesito.
E' stato eseguito un sopralluogo presso un'area classificata dal PRG come agricola, in particolare un terreno di proprietà di un privato che fatalità è anche titolare di impresa individuale avente oggetto sociale "la manutenzione di giardini", accertando la presenza di grossi cumuli di materiale vegetale proveniente da sfalci e potature di manutenzione del verde che con le piogge torrenziali di questo inverno (siamo in Veneto) si è creato un marciume e presenza di acquitrini dove stanno già proliferando zanzare e insetti vari.
Il privato, nonché titolare dell'impresa, da sentire a ss.ii.tt. art. 13 L. 689/81, ha dichiarato per telefono che sono tutti scarti vegetali frutto della propria attività e non avendo altra possibilità economica di smaltimento, li ha sempre accumulati in questo sito senza però precisare la volontà di smaltirli (della serie: il terreno è mio, ci pago le tasse e faccio ciò che voglio).
Domanda: si applica l'art. 192 c1 – 256 del D. Lgs. 152/2006 o tali scarti rientrano nella definizione dell'art. 185 c.2 del medesimo decreto e pertanto devono essere considerati sottoprodotti eludendo così per il titolare dell'impresa il rispetto delle regole in materia di stoccaggio (autorizzazione al deposito preliminare e alla messa in riserva) e trasporto (tenuta formulario, registro c/s, ecc.)?
Se il caso di specie rientrasse nella seconda ipotesi (art. 185) che procedura applico?
Vi sarei grato sin da ora se vorreste suggerirmi la prassi corretta. Grazie. Cordiali saluti.
Buongiorno,
volevo sottoporre alla vostra attenzione il seguente quesito.
E' stato eseguito un sopralluogo presso un'area classificata dal PRG come agricola, in particolare un terreno di proprietà di un privato che fatalità è anche titolare di impresa individuale avente oggetto sociale "la manutenzione di giardini", accertando la presenza di grossi cumuli di materiale vegetale proveniente da sfalci e potature di manutenzione del verde che con le piogge torrenziali di questo inverno (siamo in Veneto) si è creato un marciume e presenza di acquitrini dove stanno già proliferando zanzare e insetti vari.
Il privato, nonché titolare dell'impresa, sentito a ss.ii.tt. art. 13 L. 689/81, ha dichiarato che sono tutti scarti vegetali frutto della propria attività e non avendo altra possibilità economica di smaltimento, li ha sempre accumulati in questo sito senza però precisare la volontà di smaltirli (della serie: il terreno è mio, ci pago le tasse e faccio ciò che voglio).
Domanda: si applica l'art. 192 c1 – 256 del D. Lgs. 152/2006 o tali scarti rientrano nella definizione dell'art. 185 c.2 del medesimo decreto e pertanto devono essere considerati sottoprodotti eludendo così per il titolare dell'impresa il rispetto delle regole in materia di stoccaggio (autorizzazione al deposito preliminare e alla messa in riserva) e trasporto (tenuta formulario, registro c/s, ecc.)?
Se il caso di specie rientrasse nella seconda ipotesi (art. 185) che procedura applico?
Vi sarei grato sin da ora se vorreste suggerirmi la prassi corretta. Grazie. Cordiali saluti.