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Personale di questo Comando ha proceduto a sanzionare un esercente per una violazione in materia di commercio. Al trasgressore è stata poi contestata e notificata la violazione d'ufficio, eseguiti i necessari accertamenti. Il trasgressore e chi altri ne aveva diritto in qualità di obbligati in solido, non hanno mai pagato la sanzione contestata e neppure contestata o chiesto audizione.
Dopo circa due anni, nella fase istruttoria e predisposizione dell'ordinanza-ingiunzione, ci si è accorti che l'articolo contestato è corretto, ma non il comma che fa riferimento alla sanzione da comminare. Il diverso comma sanzionatorio richiamato comporta/comportava una differente somma dovuta per la violazione (parliamo di una differenza di migliaia di euro). Va tenuto presente che la descrizione del comportamento violato è corretto.
Si chiede se, con la necessaria motivazione e richiamo all'errore compiuto, si possa procedere con l'ordinanza-ingiunzione riportando la corretta sanzione pecuniaria, oppure se tale errore (che non si può adesso certo rettificare essendo trascorsi i termini di rinotifica del verbale) infici il verbale e sia motivo di illegittimità dell'ordinanza-ingiunzione in quanto viene applicata una norma diversa da quella richiamata nella contestazione, determinando la lesione del diritto di difesa o del contradditorio (seppur non c'è mai stato negli effetti). In questo caso dovremo procedere con ordinanza-archiviazione.
Ringraziando per la risposta, porgo distinti saluti.
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