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Il Sindaco del Comune di (…), con procedimerito curato dal servizio di polizia amministrativa dell'ente, successivamente all'introduzione della normativa per "la promozione della concorrenza (…) e la liberalizzazione dei settori produttivi" (liberalizzazione del commercio), ha adottato un provvedimento, ex. art. 50 del T.U.EE.LL., che, con le sottoriportate motivazioni;
* "gran parte dell'orario d'apertura (se dovesse consentirsi dalle ore 0:00 alle ore 24,00) ricadente in ore serali e notturne in cui questo territorio non è presidiato dalle forze dell'ordine";
* "a tutela dell'incolumità e sicurezza pubblica, evitando, così, possibili azioni criminose di furti e rapine a danno delle attività commerciali e della clientela".
ha nuovamente disciplinato, in deroga dalla normativa introdotta dall'art. 31 C. 1 della legge 214/201 l, che ha modificato l'art. 3 della legge 248/2006, gli orari delle attività commerciali e dei pubblici esercizi di somministrazione presenti sul territorio. –
Tanto premesso lo scrivente Comando sottopone a codesta società il sguente quesito:
1. può il Sindaco, in forza dell'art. 50 del T.U.EE.LL., con ordinanza derogare una norma che la gerarchia delle ronti del diritto pone come sovraordirata ed ispirata a principi giuridici di rango coinunitario, quali la promozione la libera concorrenza nelle attività economiche? Questa norma non potrebbe apparire una limitazione della concorrenza rispetto anche ai comuni limitrofi che in tal senso nulla hanno stabilito?
2. può il Sindaco adottare provvedimenti ex. art. 50 C. 7 del T.U.EE.LL. in materia di orari degli esercizi commerciali e pubblici esercizi in assenza degli "indirizzi espressi dal consiglio comunale", come espressamente previsto dallo stesso articolo?
3. In tal caso non dovrebbe anche determinarsi la sanzione, ex. art. 7/l iis del T.U.EE.LL.? infatti appare difficile rifarsi agli artt. 11 e 22 del d. Lgs. 14/98 per le attività commerciali ed 8 e 10 della 287/91 per la somministrazione, articoli che sembrerebbero superati se una norma di pari rango ha cassato l'obbligo di rispetto di orari e riposi per tali attività;
4. avendo il Sindaco motivato l'ordinanza "a tutela dell'incolumità e della sicurezza pubblica", non avrebbe dovuto procedere in qualità di "Ufticiale di Governo", ex. art. 54 C. 1 lett. a) del T.U.EE.LL. anziché in forza del]'art. 50 della stessa norma?
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