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Novembre 5, 2018
Richiamo in servizio di dipendente non reperibile
Stato del quesito
VALIDATED

Comune con meno di 4000 abitanti con due addetti di P.L. di cui uno cat C ed uno cat D (non titolare di P.O.) e nessun istituto di reperibilità attivo in Comune per qualsiasi tipologia di ufficio/mansione.

È oramai assodato che qualora il personale dipendente non rientri tra quello incaricato (con formale atto amministrativo) e remunerato per svolgere il servizio di pronta reperibilità, non è tenuto, al di fuori del proprio orario di lavoro, a mantenere la propria utenza telefonica privata attiva in attesa di una possibile chiamata da parte del datore di lavoro.

Si sottopongono le seguenti criticità:

 

A) personale dipendente che non rientra tra quello incaricato (con formale atto amministrativo) e remunerato per svolgere il servizio di pronta reperibilità, libero dal servizio riceve telefonata, messaggio WhatsApp o ancora, riceve sulla propria PEC (privata) un invito formale da parte del Sindaco o Responsabile del Servizio di mettersi in contatto telefonico e/o rientrare immediatamente in servizio per sopperire ad una presunta emergenza;

– quali obblighi ha il dipendente una volta ricevuta la telefona ed interloquito con il Sindaco o Responsabile del Servizio? È obbligato a rientrare in servizio? Se si rifiuta quali sono le conseguenze?

– in quali conseguenze incorre il dipendente che una volta ricevuto il messaggio di WhatsApp,  non ottempera a mettersi in contatto telefonico o a rientrare in servizio? E se dopo aver ricevuto e aver letto il messaggio di WhatsApp il dipendente decidesse di spegnere il telefono?

– il personale che non viene raggiunto dal Sindaco o dal Responsabile del Servizio né con telefonata né con messaggio WhatsApp ma che riceve sulla propria casella PEC privata analoga mail certifica proveniente dal proprio Ente di appartenenza con la quale viene richiesto di mettersi immediatamente e senza ritardo in contatto telefonico e o di rientrare in servizio, come si deve comportare? Visto che la Pec per propria natura è efficace dal momento in cui viene ricevuta, si è effettivamente obbligati a rientrare in servizio e/o a mettersi in contatto telefonico? In che sanzione disciplinare/penale potrebbe incorrere il dipendente che non si attiva e che prende regolare servizio il giorno dopo?

– e qualora la comunicazione di cui al punto precedente dovesse giungere tramite email ordinarie non certificate?

 

B) Emergenza meteorologica (forte nevicata in atto/acquazzone, ecc…) avvenuta durante il proprio turno di servizio, il Sindaco o il Responsabile del Servizio prima del termine dello stesso impone al personale di protrarre il proprio orario oltre quello prestabilito date le circostanza di emergenza. Terminato il servizio comprensivo delle ore straordinarie, il Sindaco/ Responsabile del Servizio verbalmente invita il personale, data la situazione, di mantenere acceso il proprio telefono (utenza privata) nel caso in cui la situazione dovesse aggravarsi e vi fosse la necessità di essere richiamati in servizio prima del successivo turno.

– che valenza ha giuridicamente quell’ordine verbale impartito?

– se il personale (che non è incaricato nè percepisce indennità per la reperibilità) non dovesse mantenere il proprio recapito telefonico attivo in che sanzione disciplinare/penale potrebbe incorrere?

– nel caso in cui non riuscisse a rintracciare il personale, il sindaco/Responsabile del Servizio può mandare Polizia di Stato o Carabinieri o recarsi personalmente al domicilio del dipendente richiedendo il rientro in servizio? Se il dipendente dovesse essere fuori dal proprio domicilio, perché quella notte decide di trascorrerla altrove, in quali conseguenze incorre?