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Salve, si chiede cortesemente di avere un parere circa l'applicazione dell'art. 86/3° cds in relazione alla sentenza di Cassazione, seconda sezione, nr. 22296/10 secondo la quale il servizio taxi può iniziare anche diversamente che con l'obbligo di prelievo del cliente nel comune di appartenenza del taxi, ma anche a chiamata del cliente da altro comune, a condizione che il taxi inizi la prestazione con il tassametro in funzione. Entrando più nel dettaglio, comune con aeroporto, è legittimo che il servizio taxi venga "allargato" anche ai taxi dei comuni limitrofi e no, che dichiarano di operare secondo la menzionata sentenza? Una situazione simile fa divenire, se legittimata, il servizio taxi quasi una variante del NCC e in tal caso nei controlli che metodologia si dovrebbe attuare ?
Ringrazio e saluto
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