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In data 18.09.09 perveniva, dal nostro ufficio attività produttive, una richiesta di sorvegliabilità di alcuni locali dove sarà presente un circolo privato.
Precisamente si richiedeva: "Si chiede a Codesto Comando di voler disporre l'accertamento sulla sorvegliabilità dei locali, ai sensi dell'art. 153 del TULPS, in analogia a quanto dipsoto dal DM 17.12.1992, n.564 per l'attività di somministrazione di alimenti e bevande."
Orbene, l'art.153 del TULPS prevede verifiche e controlli in capo agli esercenti ad una professione sanitaria, considerando l'errore di battitura riferendosi ovviamente all'art.153 del Regolamento di Esecuzione del TULPS si provvedeva ad effettuare un sopralluogo presso il circolo.
Arrivati sul posto si notava che il circolo si trova all'interno di un palazzo ad uso uffici e attività commerciali con una porta a scorre per l'apertura automatica in determinati orari, altrimenti l'accesso alle aree condominali potrà avvenire tramite un citofono con campanelli.
Si prosegue per una scala condominale, si arriva al pianerottolo del 1° piano e dietro una delle porte si trova questo circolo privato, dove all'esterno ha una targhetta identificatrice e un campanello per l'apertura della porta.
Entrati in questo locale si verificava che è diviso in alcune stanze tutte senza una porta di chiusura tranne il bagno, è presente una specie di banco in muratura ad uso reception, un magazzino privato, alcuni tavoli con panni colorati, alcune sedie e delle mensole con dei PC per il collegamento ad Internet, alcune luci di emergenza e le targhette che identificano il bagno e le zone private, senza però effettuare la somministrazione di alimenti e bevande nemmeno con distributori automatici.
Tutto questo veniva riportato sulla relazione di sopralluogo spedita all'ufficio attività produttive, senza ulteriori specifiche. Il resposnabile di tale ufficio richiedeva fosse esplicitata la sorvegliabilità dei locali ai sensi del D.M. sopra citato per analogia. Considerando che i criteri del DM sono previsti per i circoli dove si svolge la somministrazione non si riesce a determinare a quali criteri fare riferimento considerando che l'art.153 del reg. del TULPS dice: "La licenza può essere rifiutata o revocata per ragioni di igiene o quando la località o la casa non si prestino ad essere convenientemente sorvegliate".
Si chiede quindi a quali criteri fare riferimento? E se la relazione di sopralluogo già inviata è sufficiente a rispondere alle direttive dell'art. 153 del reg. del TULPS?
Si precisa che il resposnabile dell'ufficio attività produttive ha chiesto un parere ad una collega di altro comune dove scriveva che questo circolo ha installato nelle sua sede alcuni giochini (?), comma 6, (penso dell.art.110 del TULPS), dei bigliardi e altri giochi elettromeccanici. Come si evince più sopra nessuno di questi giochi leciti è stato trovato nel circolo e non si era in grado di sapere se fossere o meno oggetto di richiesta di installazione, visto che non è stato citato nella richiesta, e l'unico gioco che poteva essere svolto sono i giochi delle carte su tavoli visti e in internet tutte le attività lecite.
Come debbiamo comportarci dobbiamo fare un sopralluogo seguendo i criteri D.M.564/92? per i giochi ellettronici di cui al comma 6 art.110 TULPS non basta il solo nulla osta del Ministero dell'Economia e delle Finanze?
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