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Buongiorno,
io lavoro a tempo indeterminato e full-time come agente di P.L. in un comune di poco piu' di 5000 abitanti. Il comune da circa 3 anni ha associato il servizio di polizia locale con altri 6 comuni (5 comuni sotto i 5000/ab. e uno, quello capofila, di circa 9000/ab) tutti territorialmente contigui. Tengo a precisare che non si tratta giuridicamente di un consorzio o unione o simile tantoché tutti gli operatori dipendono, economicamente e come orari, ciascuno dal proprio comune dove sono stati assunti. Solo operativamente (cioè quando si fa pattuglia, sopralluoghi e accertamenti) dipendiamo dal comandante del comune capofila. Fra poco meno di due anni tale convenzione scade e il comune e gli altri associati sarebbero propensi a creare un'Unione dei comuni quindi, presumo, un ente indipendente con propri poteri decisionali, giuridici ed economici,ecc…
In questo caso, se non erro, tutto gli operatori di P.L. interessati saranno assunti dal nuovo ente.
Allora chiedo:
1)Come è disciplinata un'unione dei comuni a livello di gestione del personale "assorbito"?
2)L'operatore coinvolto può essere messo in condizioni di scegliere se "aderire" o meno all'Unione oppure è automatico il passaggio anche contro la volontà del dipendente?
3)Se un domani l'unione si sciogliesse che fine fanno i dipendenti? Ritornerebbero al comune dove operavano in precedenza?
4)Nel caso un operatore non fosse d'accordo può chiedere la mobilità interna del comune dove operava?
Si ringrazia anticipatamente della risposta e si saluta cordialmente.
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