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Questo ufficio è a chiedervi un vostro prezioso consiglio per la seguente problematica.
Da molti anni opera sul territorio comunale l'associazione "MATO GROSSO". Ragazzi e adulti spinti da un ideale di carità dedicano parte del loro tempo libero a proporre iniziative per sostenere economicamente le numerose missioni dell'America Latina.
Alcune attività che da sempre svolgono sono ad esempio: sgomberi, raccolte di ferro e stracci, di carta, gestione di discariche comunali ecc.
Proprio in questi ambiti capita loro di recuperare mobili ancora in buono stato, biciclette, vecchie pentole, libri, vestiti oggetti vari ecc.
Queste ragazzi hanno così pensato di prendere in affitto un magazzino e mettervi tutto il materiale di recupero ancora in buono stato con l'intenzione di OFFRIRLO a chi fosse interessato.
Tale magazzino è aperto al pubblico solo in occasione di 2 fine settimana di ogni mese (2 venerdì e 2 sabati al mese).
Da una verifica effettuata, Lo scrivente ufficio ha appurato che la merce esposta riporta un prezzo di vendita e quindi ha contestato a questa associazione che stanno effettuando una attività commerciale vera e propria e in più data la superficie, come una media struttura.
Pur capendo le buone intenzioni di questi ragazzi, e la volontà dell'amministrazione di agevolarli nel limite del possibile, si chiede cosa si potrebbe fare per regolarizzare la situazione.
Basta che la merce esposta sia venduta a offerta libera?
Effettuare solo comunicazione ai sensi dell'art. 126 del T.U.L.P.S.?
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